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(immagine datata: Prostitute a Bombay, dal sito www.robertart.it. Postato da mariaprivi)
Da un memorabile articolo di Barbara Palombelli: " TURISMO SESSESSUALE: LE COLPE DELLE ITALIANE" Magazine Corriere della Sera 7 aprile 2005
"..ci siamo chieste chi siano 70-80mila uomini italiani che vanno in Brasile. Le suore e i sacerdoti ci hanno risposto con assoluto candore: si tratta di uomini che fanno fatica a reggere un rapporto alla pari, uomini giovani e anziani che qui trovano un po' di amore, un po' di calore.
Sottinteso: noi donne italiane, emancipate e agguerrite, mettiamo in crisi i maschi, li spingiamo verso prede piu' docili. E chi é piu' docile di una minorenne affamata, che magari si fa mettere incinta o si fa attaccare l'Aids pur di conquistare un gelato o un quaderno per il fratellino che deve andare a scuola? E chi siamo noi per impedire che quella ragazzina, vendendo una merce che é già stata manomessa e sfruttata da padre, fratelli e cugini, rinunci a un sogno effimero di felicità e resista alle promesse di matrimonio false che i "compratori" offrono per risparmiare anche sul prezzo? Sono interrogativi che scavano nella carne delle donne."
C'é o ci fa?

Anche te alla Usl, Cippa? " Si, mi faccio un bel lifting ai coglioni". Per quanto metafisico, Cipputi é un operaio, e quando vuole parla rude. In questa vignetta databile intorno al 1990 c'é una sintesi fulminea di vecchio e nuovo. Cipputi, alla fine del Secolo Breve, é un fossile della storia, testimone di un ceto, la classe operaia, messa ai margini dal terziario avanzato e dalla globalizzazione. Al tempo stesso l'intelletuale che si nasconde in lui, infiltratovi dall'autor fabula, Altan, é un anticipatore di tendenze, un sociologo istantaneo dell'evoluzione del costume italiano. E quel suo lifting alle "private parts", come direbbe T.S. Elliot, profetizza interventi di chirurgia estetica ( dermato e tricologica ) di ben altra rilevanza istituzionale.
Prossimo ai trent'anni (la sua prima comparsa su "linus" é del 1976) Cipputi si fa festeggiare con un libro che é una meraviglia: 'L'Italia di Cipputi', appunto edito dai Super miti Mondadori, a cura di Edmondo Berselli. Il quale Berselli ha un merito doppio: avere preservato ai lettori, nella logica del 'best of', il meglio della saga cipputiana, quasi Altan fosse miles Davis, un fenomeno di culto della tarda modernità ; avere collocato criticamente il filosofo in tuta blu in un ciclo di della storia politica italiana che inizia col mancato sorpasso del Pci sulla Dc e finisce con l'avventura di Berlusconi e la crisi della Costituzione repubblicana.
E' segno dell'acutezza del curatore aver posto all'ultima pagina, questa battuta.
Collega indignata: "La Costituzione é uguale per tutti". Cipputi: "Andiamo giu' pesante, eh?".
dall'Espresso 21 otobre 2005
Nel blog di Maria si parla di libri da leggere e commentare insieme, in quello di Agostellino si trovano bellissime poesie, ecco mi piacerebbe che si parlasse di questo libro, siete anche voi moralisti come Altan, o qualunque altra riflessione vi suggerisca.
La mia posizione per chi mi segue é nota, rasenta (ironicamente) l'idolatria.
" Molti anni fa, un mio amico sosteneva che l'unico elemento stabile e costante nella storia umana é la sciocchezza..
Da qualche tempo é aumentata la dimensione della sciocchezza.
Non c'é piu' limite. Se ascolti la televisione, o i discorsi degli uomini politici, o degli industriali, o leggi i giornali o molti libri, o mangi al ristorante, o prendi il sole sulla spiaggia...vedi e ascolti sciocchezze enormi, splendenti, fastose, gloriose. Dal principio del mondo, i non sciocchi hanno sperimentato una serie di tecniche offensivi e difensive contro la sciocchezza.
La piu' sbagliata é quella educativa: insegnare i principi della ragione.
Ma assalire e aggredire la sciocchezza non é meno sbagliato. La robusta minoranza dei non sciocchi dimentica che gli sciocchi sono la maggioranza.."
Pietro Citati Repubblica 6 aprile 2005.
Mi é rivenuto in mente questo articolo di Pietro Citati leggendo i giornali questa mattina, le prime pagine portavano la notizia degli effetti politici di una trasmissione televisiva.
Quella di Adriano Celentano. Mi sono chiesta che paese é l'Italia per occuparsi prioritariamente di televisione, con interventi sorprendenti da parte di ambo gli schieramenti. Uno spreco di energie, di parole per un "evento" che evento non é.
Sono indignata, confusa, sbigottita, mi viene voglia di dimettermi dalla cittadinanza italiana.
Perché non si creino equivoci, mi sento piu' affine alla posizione di Enzo Biagi, concordo con quello che Gramellini ha scritto sulla Stampa, avrei di gran lunga preferito una onesta informazione sulla DEVOLUTION..mi piace Celentano quando canta e balla, non quando fa il profeta.
Il dibattito é aperto.
Un grido o soltanto un sospiro che, almeno una volta nella vita, ha riguardato tutte e tutti.
Lasciami stare: rivolto all'altro, all'altra, a se stessi, al mondo, alle mode; per chiedere il diritto a vivere la propria vita, non quella degli altri.
Per far valere i propri tempi e modi, per pensare i propri pensieri, o anche solo per domandare un po' di silenzio.
Vorrei scrivere un racconto ( magari con il vostro aiuto ) fatto di debolezze e forze, amori e abbandoni, illusioni, speranze e disperazioni.
Che parli di vecchie abitudini e nuove consuetudini, rimpianti, rabbie e rimorsi, contraddizioni, battaglie perse e vinte.
Non so se qualcuno si riconoscerà in questo stato d'animo, sono consapevole che sto ripiegando questo blog su delle sensazioni narcisistiche.
Qualcuno dirà : CHE PALLE!
Avrebbe ragione.
Dall'articolo di PIETRO CITATI su Repubblica di sabato 15 ottobre in occasione della mostra " MELANCONIE - genie et folie " al Grand Palais di Parigi
"Si parla del mito piu' grandioso elaborato dalla civiltà occidentale, che subito si distingue per tre gesti: il mento sulla mano, il gomito sul ginocchio, l'occhio che non vede perché guarda dentro sé stesso, nei paesaggi dell'anima.
Nessuno lo eguaglia, nessuno ha la sua vitalità , molteplicità , inafferabilità , forza di contraddizione; nessuno é cosi' infinito.
Come tutti i grandi miti, la melanconia é il luogo dell'antitesi e della contraddizione. La melanconia é nera e rossa: pesantissima e leggerissima. Ma l'universo della mente umananon é retto da figure lineari o geometriche: cio' che lo domina sono grandi nodi vibranti di contraddizioni e paradossi."

Alzi la mano, chi é stato almeno una volta nella vita malinconico e se vuole lo racconti.

Nella dinamica tra i sessi, il punto debole della femminilità risiede nell'accondiscendenza, nella tentazione, per paura della solitudine o dell'abbandono, di aderire al desiderio altrui senza interrogarsi sul proprio.
Le donne soffrono a causa degli uomini (e di conseguenza li fanno soffrire). Nei loro confronti sono assolutamente incapaci di praticare l'indifferenza, e tanto meno l'indifferenza sorridente.
Per gli uomini, la casa é ( o dovrebbe essere ) il luogo felice della vita vegetativa: si mangia, si dorme, si fa il bagno, la doccia, l'amore...
Per le donne, (anche per quelle che lavorano) la casa é il luogo infelicissimo delle attese e delle richieste sentimentali.
Perennemente deluse. E percio', in casa, le donne piangono. (E/o bevono)
Disturbando la pacifica vita vegetativa degli uomini.
C'é qualcosa di vero in queste mie riflessioni?


Non sono una femminista, sono solo una persona di genere femminile pensante.
(l'immagine l'ho scelta io, e me ne assumo la responsabilità . Questo signore si fotografa il suo coso e lo mette in mostra su Flick. Divertente. mariaprivi)
L'erezione é un omaggio che l'uomo fa a se stesso: come sono bravo!
La mancata erezione, invece, in quanto costringe gli uomini a un'involontaria ( e per loro dolorosa ) modestia, finisce con l'essere un omaggio alla donna: cara, mi si é spuntata l'arma, forse non sono piu' un guerriero ma solo un essere umano, e come essere umano uguale a te, forse posso provare a parlarti, carezzarti, magari anche ad amarti...
Un uomo mi ha molto ferito e fatto soffrire, ma non faccio di tutta l'erba un fascio.
Amici del blog non é come potrebbe sembrare una provocazione..ditemi sinceramente cosa ne pensate.

C'è in tutti noi indipendentemente dall'età anagrafica un bambino/a che a volte trascuriamo o dimentichiamo.
A me invece è capitato di farlo affiorare per motivi del tutto casuali o contingenti. Non ha importanza il COME, quello che conta veramente é esserne consapevoli.
Parlando di me (scusate per una volta il narcisismo), quella bambina che è dentro me é la mia parte piu' vitale, piu' autentica, quella che rispecchia piu' fedelmente la mia identità , insomma senza tanti giri di parole: è lei che mi passa la VOGLIA DI GIOCARE.
Sono emersi ricordi dell'infanzia, desideri non esauditi...
Ho cominciato con l'acquisto delle palle con la neve dentro perché mi sono sempre piaciute aldilà del kitch, poi ho continuato con i libri tridimensionali (i popup book), forse per nostalgia di un teatrino che mi sarebbe molto piaciuto ricevere in regalo.

Parliamo del gioco, allontaniamoci per un po' dai discorsi DA GRANDI, ne avete voglia?

Ormai siamo oltre la maledizione biblica
" TU PARTORIRAI CON DOLORE ", é peggio, si é trasformato in
" TU, IN QUANTO DONNA, DEVI ESISTERE CON DOLORE ".
Per quanto riguarda la mia sessualità , le mie scelte e la mia possibilità di essere madre, ogni momento della mia vita intima é regolato da leggi invasive.
Approfitto dell'occasione per ringraziare tutti coloro che non sono andati a votare al referendum, permettendo cosi' una legge fatta su mia misura per le italiane, quelle che hanno i mezzi vanno all'estero, se non li hanno si disperano.
Se rifiutiamo l'aborto della legge 194, chiedendo di utilizzare la pillola RU-486 con i controlli necessari, (ma adottate in gran parte del mondo compresi i paesi cattolicissimi Spagna e Portogallo) dipende evidentemente dal fatto che siamo stupide, e dunque é necessario proteggerci da noi stesse.
Non mi importa se questo post non avrà commenti, l'argomento é angoscioso. Nessuna donna abortisce con superficialità , neanche le adolescenti.
Provare per credere.

Pat Carra é una mia amica e io sono una sua fan affezionatissima, compro un settimanale femminile (Donna Moderna) solo per la sua vignetta.
E' anche una bella persona, mite e ironica, priva di esibizionismi che pure potrebbe permettersi per il successo dei libri pubblicati, l'ultimo CASSANDRA CHE RIDE (edito da Baldini&Castoldi) e' sulla guerra. Pensavo non fosse possibile la creatività satirica su un argomento letteralmente scottante.
Spero che abbia il tempo e la voglia di intervenire, cosi' le chiederemo come riesce a mettere a fuoco la realtà soprattutto femminile, con leggerezza mai livorosa.
La satira, a mio parere implica la critica delle debolezze umane. Il riso ha il valore demistificante nei confronti della realtà umana e non prevede la sua subordinazione ad un ordine etico e metafisico superiore. Nell'antichità Aristotele sosteneva che l'uomo si diversifica dal mondo animale in quanto possiede la capacità di ridere.
Nel " IL NOME DELLA ROSA" di Umberto Eco, Padre Jorge compie ben sette omicidi e poi darà alle fiamme l'abbazia per occultare la poetica del filosofo greco riguardante il riso. Riso che appare un elemento pericoloso e demoniaco in quanto dirompente e liberatorio.