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Poche ore fa iniziata la mostra del cinema a Venezia, ogni anno provo lo stesso brividino di piacere, nonostante sia stata molte volte a vari festivals, ritrovo intatta la curiosita', l'aspettativa. Che prescindono dai films in concorso, dalla loro qualita', credo sia un'emozione uguale a quella della mia infanzia quando vedevo apprarire sullo schermo il leone della Metro Goldwin Mayer con il suo ruggito.
Penso che abbia ragione Woody Allen che in un intervista ha detto: cosa c'e' di piu' bello di stare in una sala al buio, solo ma con la presenza di altri, e farsi raccontare una storia?!

Queste foto sono di Elliott Erwitt e David McEnnery

Sono appena tornata dall'aver portato il mio vecchio gatto Teo dal veterinario. Ha quindici anni e si sta avviando lentamente alla fine. Quando non ci sara' piu', per me sara' un lutto come quello di una persona cara. Mi sono a lungo interrogata sui motivi profondi di questa affettivita'. Credo che gli animali, abbiano una sorta di micropsiche ( Moroni mi perdoni ) e che la loro presenza nella nostra vita quotidiana sia portatrice di compagnia, di gioco, di testimonianza dei momenti lieti e tristi.
Nel mio caso, Teo e' l'ultima tessera del puzzle della mia famiglia che ho fortemente voluto, e che non c'e' piu' in quanto nucleo famigliare.
In un mondo che ci propone tragedie di bambini che muoiono di fame, che restano orfani, che si ammalano di Aids, che non hanno la prospettiva di un futuro dignitoso, che sono costretti a lavorare in condizioni vergognose per sopravvivere, e' giusto dedicare soldi, attenzioni, ad un animale?
Forse e' una domanda mal posta, ma conto sulla vostra sensibilita e vorrei sapere quali sono le vostre opinioni ampliando il tema.



ma non ho mai capito bene il motivo. Ah l'inconscio..
La depressione non e' la tristezza o la sottile malinconia che possono provare tutti nella vita in momenti difficili.
La depressione e' una condizione in cui la tristezza si e' adagiata sulla vita, come una nebbia che non lascia intravedere nessun spiraglio di luce. Molti grandi personaggi del passato hanno sofferto di depressione, per esempio Mozart, Baudelaire, Kirkegaard, Leopardi..tra i contemporanei Gassman, Montanelli. ( famosi per la loro comunicativita' e tutt'altro che spenti. ) Vi risparmio i dati, perche' non e' dei numeri che voglio parlare.
A voi e' mai successo?
Mi piacerebbe che chi legge dicesse la sua opinione soprattutto coloro che pensano che e' solo una questione di volonta'.



LEZIONE DI VIOLINO
IL femminile, o e' irregolare o e' antipatico.
Il femminile e' di quelle che parlano troppo, a voce troppo alta, che interrompono i discorsi degli altri e si fanno dare sulla voce, di quelle che si appassionano,
si indignano esagerano, di quelle che ci credono, si buttano, si vestono magari con cattivo gusto per giocare con se' stesse e divertirsi, di quelle troppo grasse o troppo magre o magari " troppo vecchie" che quando si fa festa e si balla, sono le prime a scendere in pista, dimenandosi come le veline, e...che gliene importa se agli altri sembrano ridicole?
Il femminile irregolare e' di quelle che si innamorano sempre, degli uomini, delle donne e delle cause perse, di quelle che si fidano sempre e quasi sempre a sproposito, che si commuovono
e piangono senza ritegno, di quelle "suonala ancora, Sam" che urlano in casa e "che me ne importa dei vicini", di quelle che non sono furbe e pagano, di quelle che sono brave e magari muoiono ammazzate ( come le giornaliste sui fronti guerra ) ma non sanno far carriera e forse non hanno neanche il tempo e la voglia di pensarci piu' di tanto, quelle che non hanno capito niente della
"lobby" e del "branco", quelle che sono ancora convinte che se una e' brava ce la fa, quelle che sono una volta buone e una volta cattive, quelle che sono sempre imprudenti e un po' fuori posto,
quelle che sono un po' esagerate negli entusiasmi e nelle depressioni, che non conoscono le mezze misure e la moderazione, quelle che scoprono subito le loro carte, quelle che ridono troppo forte, che quando ti parlano hanno bisogno di toccarti. quelle che sperano troppo e poi si disperano di piu', quelle che non riescono a fare la diete perche' gli piace mangiare, quelle che non si rassegnano
al cinismo, quelle che spendono tutto e di piu' di quello che hanno, per le cosidette stupidaggini, quelle che credono ancora che gli omosessuali siano i migliori alleati delle donne, e anche
che " con le donne e' meglio ", quelle che dopo trent'anni di matrimonio pensano ancora di riuscire a convertire il marito al dialogo, quelle che...
Il femminile antipatico riguarda tutte le altre.
di Anna Maria Mori FEMMINILE IRREGOLARE Sperling & Kupfer
Mi sono riconosciuta nel femminile irregolare e voi?
"Gli uomini si credono liberi soltanto perche' sono consapevoli delle loro azioni e inconsapevoli delle cause che li determinano."
Aggiungo io: esiste veramente il libero arbitrio?
SENTINELLA
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo ed era lontano cinquantamila anni luce da casa.
Un sole straniero dava una gelida luce azzurra e la gravita', doppia di quella a cui era abituato, faceva di ogni movimento un'agonia di fatica.
Ma dopo decina di migliaia di anni quest'angolo di guerra non era cambiato.
Era comodo per quelli dell'aviazione, con le loro astronavi tirate a lucido e le loro superarmi; ma quando si arrivava al dunque toccava ancora al soldato di terra,
della fanteria, prendere posizione e tenerla, col sangue, palmo a palmo. Come questo fottuto pianeta di una stella mai sentita nominare finche' non ce lo avevano
sbarcato. E adesso era suolo sacro perche' c'era arrivato anche il nemico. Il nemico. L'unica razza intelligente della Galassia...Crudeli, schifosi, ripugnanti mostri!
Il primo contatto era avvenuto vicino al centro della Galassia, dopo la lenta e difficile colononizzazione di qualche migliaio di pianeti; ed era stata guerra, subito.
Quelli avevano cominciato a sparare senza nemmeno tentare un accordo, una soluzione pacifica.
E adesso, pianeta per pianeta, bisognava combattere, coi denti e con le unghie.
Era bagnato fradicio e coperto di fango e aveva fame e freddo, e il giorno era livido e spazzato da un vento violento che gli faceva male agli occhi. ma i nemici tentavano
di infiltrarsi ed ogni avamposto era vitale.
Stava all'erta, il fucile pronto. Lontano cinquantamila anni luce dalla patria, a combattere su di un mondo straniero e a chiedersi se ce l'avrebbe fatta a riportare a casa
la pelle. E allora vide uno di loro strisciare verso di lui. Prese la mira e fece fuoco.
Il nemico emise quel verso strano, agghicciante, che tutti loro facevano; poi non si mosse piu'.
Il verso e la vista del cadavere lo fecero rabbrividire. Molti, col passare del tempo, si erano abituati; non ci facevano piu' caso; ma lui no. Erano creature troppo schifose,
con solo due braccia e due gambe, la pelle di un bianco nauseante e senza squame.
Un racconto di Arthur C. Clarke
Nel nostro paese 55mila morti dalla prima diagnosi dell'82. Se non si fa
qualcosa, fra venti anni saranno 90 milioni gli africani infettati dal virus dall'Hiv.